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ANNA MAGNANI, UNA DONNA FRA PASSIONE E VERITA'
post pubblicato in Governi, Giancarlo, il 15 luglio 2008



Scrivere una biografia non è così semplice, come un lettore sprovveduto e un recensore luogocomunista e disattento potrebbero pensare. Raccontare la vita di un personaggio famoso risolve in un sol colpo due problemi di non poco conto per un narratore: quale storia raccontare e quale protagonista scegliere. Ma al biografo occorrono metodo, obiettività e talento: l'esistenza del personaggio va conosciuta a fondo e va narrata col gusto affabulatorio e le qualità letterarie di un romanziere, mantenendo inoltre quel distacco che, da un lato, mette in luce le qualità senza l'atteggiamento di venerazione tipico del fan e, dall'altro, dia il giusto spazio ai lati oscuri, senza per questo cedere alla spietatezza del cacciatore di scoop. 
La scelta degli episodi da raccontare non deve soddisfare i bassi istinti del pettegolezzo, ma rispondere all'esigenza di rendere compiutamente la complessità di un personaggio eccezionale.
Anzi, di dipingerne il ritratto, termine non casuale se associato all'opera di uno specialista in materia come Giancarlo Governi, che con "Nannarella. Il romanzo di Anna Magnani" (Minimum Fax, 231 pagine, 16 euro), celebra il centenario della nascita della più grande attrice italiana. Fedele a un'aurea regola, troppo spesso disattesa dai narratori delle ultime generazioni, secondo la quale è meglio mostrare le caratteristiche di un personaggio piuttosto che dirle ("Show, don't tell"), Governi costruisce la biografia della Magnani dando ampio spazio alle testimonianze di chi l'ha conosciuta bene. La passione e la verità con cui interpretava i ruoli cinematografici e teatrali, dall'indimenticabile Teresa Gullace di "Roma città aperta" alla "Lupa", sotto la regia di Zeffirelli, erano le stesse con cui viveva i rapporti umani, tra slanci irrefrenabili, liti clamorose, delusioni insostenibili e laceranti sofferenze. Dalle litigate furibonde, clamorose e spettacolari, con il suo grande amore Roberto Rossellini, che la lasciò per Ingrid Bergman, alla rottura dell'amicizia con Luchino Visconti, colpevole di non averle assegnato, da presidente della giuria, il Leone d'oro come migliore attrice protagonista (in "Suor Letizia", di Mauro Camerini) al Festival del cinema di Venezia, emerge una donna dal carattere non facile, poco incline ai compromessi, insofferente oltre ogni limite verso qualsiasi atteggiamento percepibile, a torto o a ragione, come una mancanza di rispetto.
Ma anche un'attrice profondamente legata alla sua città e al pubblico romano, che la adorava e la sentiva sua, un'artista le cui interpretazioni fecero gridare al miracolo la stampa nordamericana, con parole che, mutati i tempi e i contesti, suonano ancora attuali: "Tutte le nostre dive in confronto ad Anna Magnani sono come manichini di cera in confronto a un essere umano".



(Valerio Rosa)



(apparso su l' "Avanti!" dell' 11 luglio 2008)




Giancarlo Governi, Nannarella, Minimum Fax, 2008 [ * ]





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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 15/7/2008 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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