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SESSANTOTTO DA CANTARE
post pubblicato in Settimelli, Leoncarlo, il 4 luglio 2008



Pochi intellettuali, alle nostre latitudini, sanno indagare la realtà, osservandola, decodificandola, spiegandola, con la poliedricità di Leoncarlo Settimelli, musicista, giornalista, documentarista, sceneggiatore, critico musicale, studioso delle tradizioni popolari.
Ne è la conferma "Il '68 cantato (e altre stagioni)" (Zona, 160 pagine, 15 euro), un resoconto della storia recente della nostra canzone popolare, svolto attraverso il punto di vista privilegiato di colui che è stato definito "il patriarca della canzone politica italiana" e "il capostipite dei folksingers rivoluzionari". "Nel 1968 ero chiaramente - agli occhi dei più - un fuoricorso della contestazione. Avevo 31 anni...". Ad un affabulatore di razza bastano poche parole per introdurre il lettore nel mondo e nell'epoca che sta per rievocare. Un'epoca, va precisato, che si snoda nel corso di un arco temporale molto più lungo di quanto il titolo dell'opera lasci immaginare. A metà degli anni '60 il panorama musicale italiano era ancora dominato dalla canzonetta di consumo, orecchiabile, spensierata, dall'impatto immediato e dal carattere effimero e mercantilistico. Il festival di Sanremo si era già affermato come il tripudio della banalità nazional-popolare, tra dichiarazioni d'amore e inquietanti nostalgie di vecchi scarponi e dei tempi in cui "Berta filava" e la società era considerata più ordinata e civile. L'esigenza di cambiamento ha trovato delle risposte quando le parole ed il loro significato hanno cominciato ad abbandonare il tradizionale ruolo ancillare nei confronti della melodia, affermandosi come strumento di osservazione della realtà e di espressione di ansie, inquietudini, aspettative di chi in quella realtà faticava a riconoscersi. 
Settimelli è stato, col suo "Canzoniere internazionale", uno dei protagonisti di quel rinnovamento, che ha portato non solo alla nascita della canzone di protesta, spianando la strada alla successiva generazione di cantautori, ma anche al recupero della tradizione musicale italiana, dai canti libertari del diciannovesimo secolo alle canzoni folk regionali. I continui e necessari riferimenti alla propria biografia artistica e i numerosi aneddoti (in cui figurano personaggi come Teodorakis, gli Inti Illimani, Raphael Alberti e, in un episodio degno de "La fattoria degli animali" di Orwell, persino il giovane Veltroni) consentono a Settimelli di ricostruire dal di dentro il clima di un periodo, le soddisfazioni  e le difficoltà dell'impegno e della militanza, i viaggi in giro per il mondo, l'impegno radiotelevisivo nella Rai della riforma, persino una controversa partecipazione all'ultima edizione di "Canzonissima", le tante attività che tuttora compongono una retta infinita di cui, per usare le parole dell'autore, il '68 è stato solo un segmento.     


(Valerio Rosa)



(apparso su l' "Avanti!" del 3 luglio 2008)





Leoncarlo Settimelli, Il '68 cantato (e altre stagioni), Zona, 2008 [ * ]





vedi quì


                                                                


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 4/7/2008 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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