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SHOCK ECONOMY
post pubblicato in Klein, Naomi, il 2 maggio 2008



L’argomento del nuovo libro della giornalista è il neoliberismo economico così come lo concepì  Milton Friedman, in opposizione all’allora trionfante teoria di Keynes.
Per uscire dalla crisi del 1929, provocata dal liberismo selvaggio e monopolista delle corporation, Keynes propose un capitalismo misto di pubblico e privato, il New Deal, che introdusse il controllo dello stato nell’economia e creò il welfare,  riuscendo a porre fine alla crisi economica e portando dalla fame al benessere i cittadini americani. 
Il neoliberismo si propone di eliminare qualunque forma di controllo (eliminare lacci e laccioli) dello stato in economia, perché questo viene considerato un freno allo sviluppo dell’economia, mentre senza alcun controllo il mercato si autoregola e vi è un generale aumento di ricchezza in tutte le  classi sociali.
Questa teoria è considerata dal suo ideatore scientifica e perciò infallibile ed è chiusa a qualsiasi critica, essendo sostanzialmente una forma di integralismo fondamentalista in economia, di cui si parla volutamente poco e confusamente con l’ambiguo termine di globalizzazione, ed è il pensiero concretamente dominante da decenni nell’economia mondiale.
L’analisi parte dalle origini storiche del neoliberismo e comincia ad esaminare le prime concrete applicazioni che partono dagli anni ’50, ma riguarda prevalentemente i giorni nostri e per quello che riguarda gli avvenimenti degli ultimi anni la Klein alterna l’indagine dei documenti al reportage fatto direttamente sul campo da lei stessa con interviste e descrizioni. Partendo dall’analisi dei dati la giornalista vuole verificare se sia vero che il neoliberismo porti democrazia e più benessere in ogni paese, quali metodi siano stati usati e con quali risultati.
Alla fine l’autrice giunge a dimostrare, provandolo con i fatti, che la teoria manca completamente lo scopo che si proponeva, provocando l’impoverimento della stragrande maggioranza a beneficio di pochi ed inoltre le recenti notizie economiche ci riportano alla partenza cioè alla crisi economica, che viene giustamente paragonata a quella del 1929, perché la causa è identica: il liberismo senza controlli e senza regole.
Gli stati che prevalentemente  sono esaminati sono lontani da noi e forse l’argomento potrà sembrare arido e anche duro da affrontare ma con il progredire della lettura il lettore si accorgerà come gli effetti dell’applicazione di questa visione dell’economia siano stati già avvertiti anche nel nostro paese e come certe affermazioni siano tuttora molto popolari.
La comprensione di avvenimenti e parole come globalizzazione, sui quali l’informazione ha volutamente creato ad arte una notevole confusione, risulteranno allora molto chiari e, alla luce della crisi economica proveniente dagli U.S.A. e dei risultati delle elezioni, le decisioni economiche che verranno prese risulteranno sicuramente più comprensibili.
L’autrice si è documentata rigorosamente e la bibliografia è ponderosa e approfondita, le fonti sono prevalentemente documenti ufficiali del Congresso, del Senato e del governo U.S.A., del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca mondiale, vengono citati anche articoli di giornali come il New York Times e monografie.


(Daniela Puggioni)



Naomi Klein, Shock Economy, Rizzoli, 2007 [ * ]
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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 2/5/2008 alle 12:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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