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LE MIE NOVE VITE
post pubblicato in Cohn, Carla, il 3 marzo 2008



A proposito del dramma dei sopravvissuti [ * ] vorrei segnalare Le mie nove vite, ed. Città Aperta 2008, scritto da Carla Cohn, ora ottantenne, che da bambina fu deportata con la sua famiglia nel campo di concentramento di Terezin. Unica sopravvissuta, dopo un difficile soggiorno in Israele decide di trasferirsi negli Stati Uniti, a New York. Ha cancellato dalla memoria buona parte degli anni passati nei campi di concentramento nazisti e tenta una terapia psicoanalitica per ritrovare i propri ricordi e con questi la propria identità. All'epoca, negli Stati Uniti, era opinione prevalente che la psicoanalisi potesse affrontare solo i cosiddetti traumi psichici, non quelli reali e concreti. All'autrice viene consigliato un ricovero per elettroshock! La scrittrice avanza un'ipotesi. Buona parte degli analisti che negli anni cinquanta operavano a New York erano ebrei e sembravano incapaci di affrontare i traumi di una sopravvissuta dei campi di concentramento. “L'essere ebrei può aver determinato dei conflitti di base irrisolti, inconsci, e dei sensi di colpa verso i veri sopravvissuti dei campi. Forse il concetto di trauma reale come controindicazione per l'analisi può essere servito come schermo per coprire i loro conflitti di emigrati-sopravvissuti nei confronti dei veri sopravvissuti dei campi.”
Nel 1967 Carla Cohn si trasferisce a Roma. Qui incontra lo psicanalista Romano Antonelli che, in quanto non ebreo e libero dalla colpa del sopravvissuto, è in grado di aiutarla ad affrontare i suoi sentimenti di colpa e a piangere la sua famiglia sterminata ad Auschwitz.
In un viaggio dentro se stessa e in giro per il mondo, tra amici persi e ritrovati, in ambienti troppo spesso segnati da razzismo e violenza, l'autrice tesse la sua storia. Le mie nove vite è il racconto affascinante di una vita trascorsa da “ebrea errante”, tra la Germania degli anni trenta e della guerra, la Palestina ove tra conflitti e tensioni stava nascendo lo stato d'Israele, gli Stati Uniti e infine di nuovo l'Europa, con l'Italia come punto di approdo.


(Rita Cavallari)



Carla Cohn, Le mie nove vite, Città Aperta, 2008 [ * ]




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