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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
ETNA
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2016

Etna, agosto 2015

Pubblicato da Carlo Verducci su Mercoledì 27 gennaio 2016

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GRANDINE A NOVOSIBIRSK
post pubblicato in Diario, il 29 luglio 2014

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IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME IL PETROLIO SOTTO DI ME
post pubblicato in Cavallari, Rita, il 24 giugno 2014

L’Arabia è un territorio immenso, da cui origina il termine “arabo”. Ma il regno saudita, famoso in passato per il re Ibn Saud (parlo di quello degli anni ’60; forse anche l’attuale ha lo stesso nome, che in arabo significa “figlio di Saud”), è noto solo agli appassionati di geografia. E’ immenso e si estende tra il Mar Rosso (ad Ovest) e il Mare arabico a nord est. Confina a nord con Giordania e Iraq, a est con il Kuwait e gli Emirati, a sud con Oman e Yemen, e ad Ovest col Mar Rosso, come detto.
Il resto è bene apprenderlo dal libro di Rita. La sua lettura è veramente appassionante – per tutti coloro che amano l’esplorazione di un paese – e soprattutto divertente. Il libro è anche corredato da fotografie locali, che consentono di visualizzare alcune delle osservazioni di una visitatrice attenta come è stata Rita.
L’indice del libro (non incluso in questa edizione) comprende sette capitoli, che parlano degli aspetti più importanti della città che Rita ha visitato (Gedda, Jeddah per gli Arabi) e tutti molto esaustivi per il lettore interessato a conoscere l’Arabia. Dopo aver descritto l’arrivo, e il luogo dove ha vissuto sul posto (un Compound, configurabile come un rione di una città, ma completamente autonomo dal resto e forse riservato ai non residenti), l’autrice si sofferma su un grande magazzino (cosiddetto Mall, all’americana), sull’immensa e sconfinata spiaggia (La Corniche, termine usato anche nel libro “Scintille” di Gad Lerner per nominare la spiaggia di Beirut), e su un grande albergo.
Negli ultimi due capitoli si parla di una tipica giornata saudita, e dell’immenso deserto.
Ho cercato di fare un breve riassunto del contenuto del libro, senza entrare in dettagli. Proprio nei dettagli sta la bellezza del libro, per chi lo legge. E’ una magica guida turistica di una altrettanto magica visitatrice. Sebbene l’Arabia non accolga i turisti, e Rita abbia potuto approfittare del permesso come parente di persona residente a Jeddah, il libro è delizioso (a cominciare dal titolo) in quanto racconta cose che – come turisti naturali – non potremo mai vedere. E proprio per questa ragione va letto ed assaporato, come ho fatto io e come può fare chiunque di voi riesca a procurarsi, con l’aiuto della nostra Biblioteca e del nostro Circolo di lettura, una copia.




(Lavinio Ricciardi)








Rita Cavallari, Il cielo stellato sopra di me il petrolio sotto di me, 2014

PASSAGEN
post pubblicato in Diario, il 23 aprile 2014

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ZHONGUO (VIAGGIO IN SICHUAN)
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2014


Ho fatto un giro a sud-ovest della Cina: ChengduKangdingGanzi, e adesso Damba. In un precedente viaggio in India e poi in Nepal conobbi in parte quanto meraviglioso e unico fosse il popolo nepalese: legato al territorio da vincoli storico-religiosi che fanno di questa gente la meglio integrata nel suo territorio. Oggi non si puo' piu' visitare il Tibet, peraltro gia' spersonalizzato dall'arrivo in massa di molti cinesi grazie al famoso treno che arriva da Pechino e passa ad una altezza di 5000 metri. A Lhasa mi risulta che molti dei templi e monumenti siano circondati da nuove costruzioni, e che il fatto che donne tibetane sposino cinesi sia il segno dell'inizio della fine. Sono voluto venire in questa parte della Cina per vedere come vive questa comunita' tibetana, qui integrata da tempo. Qui a Damba per esempio ce ne sono parecchi di tibetani, ma la parte vecchia della citta' dove vivono, sotto ad un tempio buddista molto bello, non ha i servizi essenziali, mentre tutte le nuove costruzioni dove vivono i cinesi ce l'hanno. Gli uomini, disoccupati, si avviliscono in strada parlando di tempi migliori, e le donne, che sono quelle che sostengono la famiglia, chiedono soldi in strada per la causa tibetana, ma sospetto che con quei soldi debbono prima pensare alla propria famiglia. Viaggiare e' sognare, ma quando si viene in contatto con le prepotenze dell'essere umano, allora i sogni possono diventare incubi. Mi consolo con la bellezza della natura: le citta' sono sempre in grandi vallate circondate dalle montagne, con neve e spesso ghiacciai, fiumi che scendono con violenza attraverso gole impossibili ed io che pretendo di arrampicarmi sempre piu' in alto.

(2 - fine)



vedi quì





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ZHONGUO
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2013
 

Sono appena tornato da Dazhai, GuilinGuanxi.  Ma cominciamo dall'inizio. Partito da Roma in perfetto orario, e altrettanto in orario arrivato, scoprivo però che il mio volo per Shanghai era cancellato. Riuscivo a fare una prenotazione per Hong Kong con secondo volo per Quanzhou, come mi suggeriva un inglese che doveva proprio andare li' e sapeva che distava solo una ora e mezza da Shanghai. Nel viaggio ad Hong Kong comincio a ricordare il mio precedente soggiorno in questa meravigliosa citta' e decido una volta atterrato di recuperare il bagaglio consegnato a Roma con destinazione Shanghai e fermarmi per una seconda visita ad Hong Kong. Come mi aveva detto Jie, in Cina spesso negli alberghi si affittano a prezzi piu' bassi rispetto alle stanze solite anche le stanze riservate al personale. Mi ritrovavo quindi a soggiornare, nel mio primo giorno in Cina, proprio in una di queste: piccolissima, bagno esterno proprio nella ricezione, mi consolavo dicendomi che era in pieno centro. Avrei rivisto volentieri il quartiere di barche di Konloowu, ma non esisteva piu'. Mi assaliva il caldo causato dall'umidita', dall'inquinamento, con milioni di persone che ti correvano intorno. Perche' la frenesia che ricordavo di allora, oggi e' esasperata dall'era dei computer. Ogni contatto con le persone dura pochi secondi, vanno tutti di corsa con le cuffiette sempre nelle orecchie e sempre attenti a non uscire dalle strisce segnate a terra, ai semafori, alla giusta mano da tenere in strada, in scala mobile, soprattutto con questo assurdo atteggiamento di ostentata sicurezza che in realta' dimostra esattamente il contrario, un'estrema fragilità. La citta', per una visita di pochi giorni e' sempre meravigliosa. Cosi' come ne rimasi meravigliato la prima volta, anche adesso notavo una pulizia estrema, una metropolitana ogni minuto, non un segno sui muri e la possibilita' di fare ogni pratica amministrativa in un momento. Ci sono dei parchi microscopici nel centro, dove si incontrano i vecchietti, molto spesso alla ricerca di isolarsi da tanta frenesia, che trovano quì quel poco di verde curatissimo, dei gabinetti perfetti, piccoli corsi di acqua e dove sedersi. Vedevo dei campi di calcio dove si praticano partite molto dilettantistiche ma certamente ricreative, con tanto di darsi il cinque ad ogni gol. Visitavo la biblioteca e oltre alla bellezza dell'edificio usufruivo di computer gratis. Si vedono ad Hong Kong molte piu' Ferrari che a Roma, hotel da sogno, e un lusso gia' visto in altre citta' dell'Asia in odore di mafia. Gli edifici normali non esistono piu', ci sono solo grattacieli e quelli di prima generazione in cemento armato vengono demoliti per essere sostituiti da nuovi rivestiti in vetro. Con un tapi roulant salivo dal livello del mare fino ad 800 metri di altezza, passando attraverso i grattacieli e solo a quel punto iniziava una camminata sull'asfalto che mi portava ad uno dei punti panoramici della citta', in un'ora e mezza di vera arrampicata. Gran bel panorama e soddisfazione nel vedere che tutte le migliaia di cinesi che ci sono intorno sono arrivati con i pulmann turistici e con autobus di linea che salgono dalla strada sul retro da dove mi sono arrampicato io, e questo significava per loro fare una fila di mezz'ora per assicurarsi un bel posto a sedere su uno dei sedili dove mi trovavo. Il problema piu' grande di questa citta' e' la mancanza di spazio dove continuare ad espandersi: mare davanti e montagne alle spalle e con una economia che continua ad attrarre sia cinesi in cerca di lavoro che grandi investitori da tutto il mondo. In tre quarti d'ora di metropolitana si arriva a Shenzhen, da dove sono poi partito per andare in treno a Guilin, che e' un'altra citta' in forte crescita con oggi 15 milioni di persone che data la vicinanza possiamo sommare ai 9 di Hong Kong.

(1-continua)







vedi quìquì e quì

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