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post pubblicato in Scurati, Antonio, il 31 ottobre 2019

Un romanzo molto corposo, questo, di Scurati. Il primo che descriva dettagliatamente l’arrivo al potere di Mussolini, e – successivamente – l’avvento del fascismo. Scurati annuncia che questo è solo il primo volume di una  trilogia: infatti esso copre gli anni dal 1919 al 1924, mentre il fascismo finisce nel 1940, circa, con l’avvento della seconda guerra mondiale. Vedremo, in seguito, cosa accadrà, se gli altri volumi vedranno la luce.
Il romanzo, molto ben scritto, e soprattutto molto ben organizzato, narra proprio la vita e i fatti preponderanti dell’ascesa al potere di Mussolini, inizialmente membro del Partito Socialista, e successivamente distaccatosi da esso per dare origine ad un movimento che portò alla costituzione delle prime “squadre” denominate “Fasci di combattimento”. Ho  detto che il libro è molto ben organizzato, e vediamo il perché.
Come si è già detto, il testo è diviso in sei parti, ognuna relativa agli anni descritti (1919, 1920, 1921, 1922, 1923 e 1924). Ciascuna parte si articola in capitoli brevi (massimo otto – dieci pagine), intestati ad una data (mese) dell’anno di cui si parla, e ciascuna data fa riferimento ad un qualche evento manifestatosi in quel tempo. Ciascun capitolo è seguito da un breve intermezzo, ove sono riportate osservazioni di Mussolini, o di chi per lui o contro di lui ha operato nel periodo cui si riferisce il capitolo. Questi “pensieri” o affermazioni di Mussolini o dei suoi fedeli, oppure di chi lo osteggiava, o ancora di componenti del governo dell’epoca, sottolineano quanto il capitolo stesso ha messo in evidenza.
Proprio per questa sua organizzazione, il libro risulta estremamente leggibile e comprensibile. E la stessa organizzazione rende il susseguirsi degli eventi di facile individuazione-memorizzazione. Ne risulta agevole, di conseguenza, seguire l’articolazione delle vicende, o attraverso una minuziosa descrizione dei fatti, o anche, dalle frasi che Mussolini stesso pronuncia – a conferma di certi suoi pensieri o prese di posizione – e che sono riportate alla fine di ogni capitolo. La stessa organizzazione consente al lettore di sintetizzare brevemente gli accaduti, e la loro concatenazione.
Chi scrive ha avuto – per sua scelta – un rapporto non eccessivamente buono con la Storia, specie sotto l’aspetto di materia scolastica. Ma ricorda bene di aver sentito la mancanza di notizie sui fatti che erano accaduti proprio poco prima del suo periodo scolastico. Il testo in oggetto, vuoi per la organizzazione, vuoi per la scrittura di Scurati, agevole e piana, e dotata di una notevole efficacia comunicativa, soddisfa pienamente le esigenze conoscitive di chi ha vissuto il periodo fascista nell’infanzia, ma non lo ha mai – proprio per scelta scolastica – potuto comprendere sotto il profilo storico. E proprio in questo sta l’aspetto positivo dell’opera di Scurati: la sua valenza documentale che appaga anche i lettori più esigenti in materia di testimonianze storiche.  
Non entro nel merito dei fatti, anche perché non sono mai stato simpatizzante dei fasci. Il libro si muove proprio dalla fondazione dei fasci di combattimento, avvenuta a Sansepolcro nel marzo del 1919. Voglio invece sottolineare un’altra caratteristica del racconto, non solo storico ma romanzato: la narrazione si limita a riportare i fatti per quello che sono, senza parzialità apparenti. Scurati ha sempre affermato di avere un “credo politico” antifascista: ma questo non gli ha impedito di testimoniare i fatti accaduti con estrema obbiettività.  Nonostante questo, al nascere del movimento come tale, cosa avvenuta tra la fine del 1920 e la metà del 1921, viene descritto come le simpatie per Mussolini non mancarono.
L’avversione verso i socialisti si fece subito oltremodo violenta, dato che l’opposizione parlamentare veniva essenzialmente da quella forza. Furono distrutte, in molti paesi, le Camere del Lavoro e spesso anche le sedi del partito. E furono massacrati fino alla morte moltissimi compagni. Ma queste cose saranno note ai più. Quello che il romanzo mette in luce è il progredire del movimento, nonostante l’opposizione parlamentare. E poiché questa era capeggiata da un giovane parlamentare veneto, Giacomo Matteotti, l’odio anti-socialista di Mussolini parlamentare si concentrò principalmente verso di lui. Fino al suo massacro, avvenuto nel giugno del 1924 e descritto nei minimi particolari. Altrettanto bene è descritta la crisi nella quale entrò il movimento fascista a seguito di questo delitto.
La lettura agevole consente davvero ai lettori – che fossero ignari della storia – di far finta che si tratti di un romanzo. Purtroppo si tratta di fatti veri, e ottimamente documentati. In questo sta un altro merito del libro di Scurati: che sta – senza offesa per le opere storiche di eminenti studiosi (come De Felice, ad esempio) – proprio nel carattere romanzesco che ha dato all’intera vicenda, sia per il modo in cui il libro è scritto, sia per l’organizzazione che si distacca da quella di un testo di storia. 
Nonostante le dimensioni, il libro scorre agevolmente, e la sua lettura è raramente noiosa, anche nelle parti poco… “avventurose”, per dire. Credo che chiunque – nel nostro paese – abbia interesse a conoscere sia storicamente, sia sotto altri profili, quel periodo, dovrebbe leggerlo. A me, a consuntivo, è piaciuto assai.



(Lavinio Ricciardi)







Antonio Scurati, M, Bompiani [ * ]


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 31/10/2019 alle 10:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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