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IL PUZZLE MORO
post pubblicato in Fasanella, Giovanni, il 7 novembre 2018
 

Sto seguendo da qualche tempo l’aumento di interesse dei media per la vicenda Moro; in particolare, mi sono soffermato sulla “rilettura che ne ha dato Ezio Mauro, prima dalle pagine di “Repubblica”, e poi pubblicando due DVD e un volumetto che li accompagna.  Ho inoltre letto con piacere, sull’argomento, un libretto con un divertente titolo (“L’Honda anomala”), di un autore molto giovane, Pietro Ratto, che l’ha presentato e commentato presso una delle librerie Feltrinelli di Roma.
Era indispensabile che facessi questa premessa prima di parlare del libro di Fasanella. Infatti, questo splendido saggio  fa il punto intorno ad una serie di fatti e considerazioni che hanno invaso il settore della stampa (ma non solo) in questi ultimi anni. Il libro è ricchissimo di notizie e prende le mosse essenzialmente da una serie di documenti, relativi a due fonti: la prima - di origine inglese – è l’Archivio Nazionale, organismo essenzialmente governativo, noto con la sigla Tna/Pro; la seconda è la Nara, statunitense. Queste fonti sono riportate in calce al libro, assieme a riferimenti relativi ad organismi parlamentari italiani. Ma la lettura del libro mi ha fatto raccogliere con pazienza l’elenco di tutte le fonti bibliografiche che Fasanella riporta nelle note in calce, in ogni capitolo. Ne è venuta fuori una bibliografia di cinque cartelle.
Come l’autore dice nella prefazione – introduzione, intitolata “Questo libro” –, la vicenda, come gli viene rimproverato, ha perso di interesse, quindi perché occuparsene ancora, dopo quarant’anni? Fasanella non risponde direttamente, ma cita, al riguardo, le parole del figlio di Moro, Giovanni.
Non voglio raccontare nulla della trama del libro, e dei fatti che ne sono stati l’origine. Non ne sarei capace e non avrebbe alcun senso. So che – il giorno in cui Moro fu rapito (16 marzo 1978) – dovevo assolvere un dovere sindacale, e fui “sequestrato” da due colleghi responsabili della sezione “Monte Sacro” del sindacato, che mi chiusero nella sede per tutta la mattinata, ordinandomi di rispondere alle telefonate che indubbiamente sarebbero giunte. Questo è il particolare che mi fa tornare a quel giorno, fatto banale e spiegabile con il clima che immediatamente venne a crearsi.
Su questo caso fu scritto molto: tonnellate di articoli sui giornali (quotidiani e periodici). Ma nessuna ricostruzione, recente o passata, supera in precisione e accuratezza di elementi il libro di Fasanella. In esso viene messo in luce, progressivamente, quanto influirono sulla vicenda gli interessi inglesi, in primo luogo, e americani, in secondo. Tutte le fonti nazionali indicarono nelle Brigate Rosse, che gestirono l’intera operazione, sequestro e assassinio di Moro, gli unici responsabili dell’accaduto. Il libro, molto cautamente, ma con dovizia di particolari di carattere politico, mostra invece che il contesto internazionale andrebbe richiamato come mandante e – forse – anche esecutore diretto dell’intera operazione. Questa avrebbe potuto avere esito diverso se alla base non ci fossero stati gli interessi politici di altri paesi che si vedevano colpiti dalla politica che Moro stava cercando di attuare.
Le fonti ”ufficiali” citate da Fasanella nella nota in calce al volume sono solo una parte delle informazioni alla base del libro. Chi lo legge converrà con me che – nel corso della stesura dei vari capitoli – molte altre fonti documentarie compaiono, altrettanto degne di nota che quelle “ufficiali”. Ma – a mio avviso – la chiarezza del lavoro svolto da Fasanella nello scrivere questo libro si riflette nell’indice, che – da solo – racconta proprio come l’autore ha percorso la storia del sequestro e assassinio. Fasanella suddivide l’opera in sei parti. La prima e la terza parlano dei due cosiddetti “compromessi storici”: quello tra De Gasperi e Togliatti e quello tra Moro e Berlinguer. La seconda parte ha invece come contenuto la “deterrenza” contro Moro, cioè tutto quanto fu fatto politicamente, a livello internazionale e italiano, per screditare l’opera dello statista pugliese. La quarta e la quinta parte parlano della politica italiana e dei perché non era ben accetta agli alleati atlantici. Infine la sesta (ed ultima) parte cerca di dirci, attraverso varie testimonianze, come la scomparsa di Moro abbia "fatto bene" all’Italia.
Al termine del libro sono riportate le fonti “archivistiche”, quasi una bibliografia intenzionale. 
Dal libro emerge sostanzialmente che la parte del leone (a livello di possibile “mandante” dell’operazione “sequestro – ed assassinio – di Moro) è stata dell’Inghilterra, appoggiata successivamente dagli Stati Uniti. 
Da lettore, più che da curioso, tengo a dire che il libro di Fasanella è agevole, e non presenta difficoltà alcuna per il lettore. C’è solo – forse – da ricordare i fatti, cosa che però è facilitata dalla lettura stessa. Pertanto, ritengo che la saggistica sia stata arricchita da questo splendido ed esauriente libro. Penso che qualsiasi esperto di politica internazionale vi trovi un buon esempio di come si possa trattare bene un argomento spinoso quale è stato l’”affaire Moro” (per dirla con Sciascia), con attenzione e cautela, ma chiarendone il contesto, difficilmente percepito sui media durante e dopo il fatto.



(Lavinio Ricciardi)








Giovanni Fasanella, Il puzzle Moro, Chiarelettere, 2018 [ * ]

 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 7/11/2018 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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