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LA RAGAZZA CHE SOGNAVA IL CIOCCOLATO
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2018
 

Ancora un libro sulla Shoah, ma questo con molte differenze rispetto ai molti altri che ne parlano. Infatti non è un libro autobiografico, poiché non è raccontato in prima persona. Ha una prefazione e una postfazione, entrambe di autori diversi da Olla. Nel seguito ci si riferisce alla seconda edizione
La prefazione è di Piero Terracina, che – assieme a Shlomo Venezia – era deportato nel campo di sterminio di Birkenau, ov’era  la  protagonista  del libro, Ida Marcheria, coniugata Di Segni. Ed è proprio questa prefazione che mi ha particolarmente colpito: proprio nella prefazione, Terracina cita un episodio che la dice lunga sul  carattere e il temperamento della protagonista.
L’autore del libro, Roberto Olla, che ce lo ha presentato in biblioteca una sera del giugno di quest’anno, ci ha detto di Ida, e della sua passione per il cioccolato. Da buon goloso, conosco il suo negozio da anni, anche perché molto vicino a casa mia. E forse – senza sapere del suo passato – avrò conosciuto anche lei, dato che in quel negozio mi servivo da quando avevo ancora i miei genitori. E il capitolo iniziale (o, meglio, le pagine iniziali, dato che il libro non ha divisioni di capitoli ma è una storia unica) racconta la sua volontà di non perdonare i suoi aguzzini.
La storia è bellissima, e va letta tutta d’un fiato. E non è affatto facile, per chi non è ebreo, dire di una storia della Shoah. Possiamo, noi “gentili”, testimoniare, leggendo queste storie e parlandone con altri, il nostro stupore, orrore, e la nostra comprensione per il popolo ebraico. Il libro non è un romanzo, ma prende le mosse da episodi della vita di Ida proprio per diventare anch’esso testimonianza. Purtroppo la protagonista non è più con noi, ma – oltre questo bellissimo libro, che la fa rivivere – restano anche altre testimonianze (come un breve articolo di Repubblica del 2005).
Il libro, nel racconto, mette a fuoco tante particolarità della questione ebraica com’era vista dai nazisti. E soprattutto pone l’accento sul problema umano che comportava: l’annientamento della personalità degli ebrei internati nei campi. Tutto naturalmente basato sulle parole di Ida, raccontate a Roberto Olla, l’autore, che in molti punti del libro la fa parlare direttamente. E’ probabile che l’autore, oltre che alle parole dirette di Ida, abbia attinto al libro di ricordi di Ida stessa, (“Non perdonerò mai”, Ed. Nuova Dimensione, 2006 [ * ]).
Il libro va letto, quindi non aggiungo nulla a quanto ho già detto sul suo contenuto. Piuttosto voglio dire due parole su due piccoli, preziosi contributi dell’autore, uno che riguarda la personalità di Ida (“Ida. Lei”), e l’altro (“Il silenzio”), formidabile strumento di testimonianza, un testo nel quale l’autore supera addirittura la bellezza del racconto appena fatto.
La postfazione di Donatella Di Cesare, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università La Sapienza di Roma, (“Testimonianza e Negazione”) conclude degnamente l’opera di Olla, e completa quanto dettoda Piero Terracina nella sua prefazione.
Un libro da leggere, sia che si condividano le tesi sulla Shoah, sia nel caso contrario. Senza se e senza ma, mi sento di aggiungere, da buon lettore di libri.




(Lavinio RicciardI)










Roberto Olla, La ragazza che sognava il cioccolato, La Compagnia del Libro, 2014 [ * ]


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 24/10/2018 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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