.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA
post pubblicato in Ferrante, Elena, il 22 settembre 2015
  

E siamo al terzo volume di quella che ormai è nota a tutti come “la tetralogia” di Elena Ferrante. Anche questo terzo volume ha un sottotitolo, “Tempo di mezzo”, cioè il periodo che segue la giovinezza e precede l’età adulta. Ed è ancora l’io narrante, Elena (nome che senz’altro fa riferimento alla Ferrante) a proseguire la narrazione partendo dall’ultimo anno in cui ha visto Lila, il 2005. Nel raccontare questo incontro, Elena riporta un episodio (l’assassinio di una loro amica, Gigliola) che, tornerà probabilmente nel quarto volume, perché l’unico accenno che se ne fa qui è nella prima pagina.
L’io narrante torna a riassumere la sua vita negli anni sessanta, mentre parla con Lila. E Lila protesta per i pensieri dell’amica, l’accusa di “fare la saputa” (tipica espressione napoletana) e la prega di non scrivere più di lei. Cosa che invece il libro smentisce, almeno nella prima parte, anzi nella prima metà abbondante. Inoltre, Elena parla stando a Torino (nomina il Po e un ponte sicuramente torinese) e torna col pensiero a Milano, ad un intervento che qualcuno ha fatto contro il suo libro e a un suo vecchio amore, poi rapitole da Lila, Nino Sarratore, che la difende da quell’intervento. 
Ho scritto un po’ dell’incipit del libro, tanto per rientrare in argomento. Ma il libro – che scorre ancor più del secondo – è sostanzialmente storia di Elena, che è – delle due amiche – quella che fugge (da Napoli, dal rione, per poi rientrarvi) e, abbastanza in là nel libro, anche di Lila – quella che resta. Tornando all’intervento milanese, Elena racconta le difese che Nino ha preso di lei, e anche un colloquio successivo con lui, in cui parlano essenzialmente di Lila. E poi si parla di una cena, in cui Elena va con la sua futura suocera, Adele, con un professore milanese e con Nino. Questo episodio fa entrare la storia nel vivo dei nuovi rapporti di Elena, rapporti iniziati a Pisa, soggiorno in cui ha conosciuto due uomini. Del primo, Franco, si parla nel volume precedente, mentre di quello che lei sposerà, si parla qui.
Lo sfondo di questo terzo volume sono gli anni 60-70 e le contestazioni che li hanno caratterizzati. E su questo sfondo, si snodano due storie di crescita delle due amiche. Elena passa dalle conquiste universitarie e dal suo libro alla conoscenza di un ambiente e una famiglia tipicamente settentrionale. E si sposerà con Pietro, già docente universitario. Lila si ritroverà a lavorare nel salumificio di un suo vecchio conoscente (dai tempi di Ischia e della sua storia con Nino), Bruno Soccavo, dove si scontra con la dura realtà del lavoro di operaia.
Questi due itinerari che le storie di Elena e Lila continuano a seguire accompagnano fedelmente il lettore nel suo viaggio conoscitivo delle vicende delle due amiche. Si scoprono fatti del rione, essenzialmente nelle vicende di Lila, ma anche in alcuni episodi della vita prima milanese, poi fiorentina di Elena.
Nella storia di Elena la fa da padrone il matrimonio, la nascita delle sue due bambine, la conoscenza di una realtà profondamente diversa da quella del rione napoletano. In quella di Lila il nuovo interesse che – accanto alla sua esperienza di operaia – matura pian piano nella sua nuova storia familiare, che la vede lontana dai problemi creati prima dal marito, poi dalla relazione con Nino (oggetto del volume precedente). Lila si crea un nuovo rapporto familiare con un suo antico amico, Enzo, rapporto molto particolare perché basato soltanto sulla loro antica amicizia e sull’affetto di Enzo, che accetta di essere un compagno-amico (non ci sono rapporti sessuali tra loro). Ma l’intelligenza di Lila la spinge, nell’aiuto che dà ad Enzo per i suoi nuovi interessi verso i calcolatori, ad interessarsi di questo nuovo settore, e a padroneggiarlo presto. E questo le permette di affrancarsi dalla sua esistenza di operaia. Anche Lila ha un figlio, Gennaro, che inizialmente crede nato dalla relazione con Nino, ma che – crescendo – si rivela sicuramente figlio del marito di Lila, Stefano. Quest’ultimo si è costruito una nuova esistenza con Ada, figlia della vedova (si veda il primo volume della tetralogia).
Ma le due storie proseguono nei loro sviluppi. Lila, emancipatasi dalla ditta Soccavo, accetta un lavoro da Michele Solara, suo vecchio spasimante; diventa capocentro di un centro di elaborazione dati e guadagna grosse cifre, che – assieme al guadagno del suo compagno Enzo, anche per lui ottenuto con i computer (proprio grazie all’aiuto che Lila gli ha dato) – la pongono in un ruolo che mai si sarebbe aspettata di poter raggiungere.
Elena deve affrontare invece la crisi del suo matrimonio: è infatti approdata ad un nuovo rapporto con Nino Sarratore, incontrato assieme alla moglie, per caso, proprio tramite suo marito Pietro. E c'è, ancora, un altro incontro casuale, quello con Pasquale e Nadia, che la riportano con la mente a Napoli. E infine, un viaggio con Nino, che la fa volare per la prima volta e che conclude il libro.
Anche l’immagine della copertina di questo volume sottolinea molto intensamente il rapporto delle due amiche con i loro figli. E questo spiega il sottotitolo “tempo di mezzo”: sopraggiunge una nuova generazione nella vita delle due amiche.
Sono stato poco conciso nella mia esposizione, e ne chiedo scuse a chi mi legge. Ma ho avuto di questo libro una impressione profondamente positiva, più degli altri due. E proprio per questo, lo raccomando a tutti gli amatori della scrittura di Elena Ferrante. Non ne andranno delusi.



(Lavinio Ricciardi)









Elena Ferrante, Storia di chi fugge e di chi resta, e/o, 2013 [ * ]

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. letteratura italiana

permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 22/9/2015 alle 8:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia agosto        ottobre