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LA PIRAMIDE DI FANGO
post pubblicato in Camilleri, Andrea , il 4 luglio 2014

Gli appassionati di Camilleri e delle sue storie sul Commissario Montalbano (ed io tra loro) aspettavano con ansia questa uscita. Ci sentivamo come gli affamati a digiuno.
Per la verità, Camilleri ci aveva però accontentati con altre storie, tutte altrettanto belle e intriganti (le ultime sono state “La banda Sacco” e “Inseguendo un’ombra”, sempre edite da Sellerio) e con un volume recente che raccoglie una specie di aforismi camilleriani, o meglio, brevi pensieri e considerazioni su fatti di dominio pubblico (“Segnali di Fumo”, UTET, 2014), ma era dal tempo di “Un covo di vipere” (Sellerio, 2013) che non avevamo notizie dal nostro amato Commissario.
Sulla storia non dico assolutamente nulla, sia perché non sono solito farlo per non sciupare le sorprese che un lettore del commissario Montalbano trova sempre nei libri che ne raccontano le gesta, sia perché si tratta di storia originale. Il titolo origina da una serie di piogge di lunga durata, che riducono l’abitato di Vigata a una “fangaia”, e tutta la storia si svolge in maggior parte in questo contesto “melmoso”. Contesto melmoso anche per l'antefatto e le indagini, che - come tutte le indagini di Montalbano - si concludono soltanto negli ultimi capitoli.
Il libro si dipana in alterne vicende, con moltissimi spunti fantasiosi e divertenti. Ne escono duetti tra Montalbano e Fazio, Montalbano e Catarella spesso davvero spassosi. Questa caratteristica, che di sicuro è propria di molti altri romanzi della serie del Commissario Montalbano, qui è forse più evidente. Come l’astuzia delle trovate del probabile – e alla fine certo – assassino.
Sopra tutto spicca il fango: fango che – vista l’insistenza della pioggia – non accenna a diminuire nel corso del romanzo e la fa da padrone in tutta la vicenda. E produce varie situazioni che movimentano la storia (già in un altro dei ventuno romanzi precedenti questo, il Commissario salva una ragazza dal finire in uno strapiombo, proprio a causa del fango).
Di trovata in trovata, il Commissario alla fine riesce a venire a capo della vicenda delittuosa, apparsa subito non poco difficile. E questo rende il lettore sempre curioso di arrivare – magari con il proprio intuito – là dove non arriva Montalbano: ma l’aguzzare d’ingegno del lettore questa volta credo non sia agevole.
Come ho già detto, con questo romanzo siamo arrivati a 22 (solo con la casa editrice Sellerio) “capitoli” delle avventure del Commissario più famoso d’Italia, che ha battuto Gino Cervi nella sua formidabile interpretazione di Maigret (a proposito, ma la Rai non potrebbe rimettere in onda la serie di Maigret, invece di farci vedere le versioni francesi?). Sappiamo, dalle dichiarazioni rese da Camilleri, che Sellerio ne ha nel cassetto altri due. Li aspetteremo con ansia. Ai 22 romanzi con Sellerio vanno aggiunti altri cinque titoli con Mondadori ("La prima indagine di Montalbano", "Gli arancini di Montalbano", "Un mese con Montalbano", "La paura di Montalbano" e "Racconti di Montalbano") e un volume introvabile (“Camilleri legge Montalbano” corredato da due CD in cui il nostro amato scrittore interpreta il lettore di…se stesso). Siamo quindi arrivati alla cifra di 27 libri sul nostro commissario, che – come molti sapranno – ha una statua bronzea nel comune di Porto Empedocle (noto nei romanzi come Vigata).
Credo – dopo quanto ho scritto – di poter augurare un’ottima lettura a chi deciderà di leggere “La piramide di fango”.



(Lavinio Ricciardi)







Andrea Camilleri, La piramide di fango, Sellerio, 2014
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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 4/7/2014 alle 8:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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