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SORSI DI SOLE
post pubblicato in Raggi, Luciana, il 8 settembre 2010


Una raccolta strutturata su sette capitoli che iniziano con una riflessione sul tempo a partire da un autoritratto - davanti allo specchio – per chiudersi con un monito - mangia sano / e non vomiterai sorrisi acidi - : un percorso conoscitivo assai equilibrato nelle sue tappe, anche per i rapporti numerici, nitidamente sintetizzate nello snodarsi dei titoli: tempo (di sette componimenti), cielo e mare (sette), parole (sette), forse (sei), incontri (otto), tu (otto), tradimenti (nove). Si tratta di una esplorazione al cui centro sta la parola e l’incontro, per dire il tu nel quale riconoscersi nonostante il rischio dei tradimenti che complessivamente comprendono un campionario più elevato delle altre precedenti esperienze.
Questo specchiarsi non descrive molto di sé, invero, se non il proprio stato emotivo, raccoglie invece subito le sintesi dei tracciati di vita, strade, luoghi e volti in perenne mutazione: Ho specchiato il mio volto nella notte / e nel fragile autunno del profilo / ho visto riflessi / i dirupi e le vette della vita. // Ho percorso le valli della storia / che la pioggia ha corroso lentamente / senza lavare / i sentieri fioriti dei ricordi. // Ho seguito le nuvole cangianti / dove luoghi e persone s’affollano (…) // (…) E so di certo che ogni giorno muore.

L’estrema sintesi è questa certezza, che ogni giorno muore, maturata già in incipit.

Gli spazi amati dell’antico borgo sono ormai territorio invaso dagli infestanti e attraversarli significa sperimentare la condizione dello straniero alla quale si aggiungono resti di incontri non pacificati, di saluti e abbandoni. La porta si è chiusa. / Ma la stanza che hai lasciato / muta nel silenzio / riceve ora un raggio lungo dal sole. / Sì, proprio dal Sole grande / che vede e provvede. / E’ un sollievo questo nuovo giorno, / ciclo che si ripete / Che posa una goccia di sollievo / sulla mia sete.

Così, la parola che non si nasconde il malessere del vivere, ma che non cerca di inchiodare espressionisticamente circostanze, gesti, particolari, e che si sofferma invece sulle ripercussioni interne di questi, dall’esterno sa anche cogliere i segni che possono farsi simbolo e quindi ponte e motivo sufficiente per accogliere come sollievo la luce: il Sole grande – scritto al maiuscolo – goccia di sollievo alla propria sete. L’accostamento è molteplicemente ossimorico per esprimere le dimensioni delle distanze e dei vuoti.
La poesia non teme di confessarsi, di dire il dolore, la delusione, la sopraffazione dell’altro – alla tua ombra - il tradimento: sono svaniti i sogni, crollate le illusioni, ma la forza di chi non rinuncia a una sincerità di fondo è nella fedeltà a quel segno - Ora desidero / piccoli Sorsi di Sole- come nella sincerità a se stessa e all’altro – Forse / se ti sposti / un raggio di luce vera e viva potrà illuminarmi – per concludere con un pizzico d’ironia e un sorriso un po’ amaro ma trasparente:
Spalma un po’ di verità sul pane quotidiano / e gustane il sapore dolceamaro. / Mangia sano / non vomiterai sorrisi acidi.



(Annamaria Tamburrini)





Luciana Raggi, Sorsi di sole, 2010


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 8/9/2010 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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