.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
ALLA RICERCA DI PAROLE PERDUTE
post pubblicato in Cavallari, Rita, il 2 dicembre 2008



Mi è piaciuto per la bella scrittura e per l'interesse filologico per la parola, per l'attenzione al significante mai disgiunto dal significato, per la capacità di riconoscere e ricordare il mondo nascosto rimasto intrappolato nei modi di dire e nelle parole ormai desuete.
Il significante è sempre collegato a un preciso contesto storico e culturale. L'ambiente del paese toscano dove viveva la famiglia di Rita è connotato da caratteristiche che ho trovato identiche a quelle del paese in Romagna dove sono vissuta da piccola e dove vivono ancora i miei genitori. Ho ritrovato atmosfere e situazioni tipiche del passato. Ad es. alle pag 44, 68, 69.
Pag. 44: "Passavano del tempo alla finestra per sapere cosa succedeva nel mondo. quel che a loro interessava era l'ambiente del vicolo, della strada e della piazza, la gente che passava [...] il tempo che scorre uniforme nelle piccole differenze delle ore e dei giorni. riuscivano a leggere il ritmo delle settimane, dei mesi e degli anni come una variazione sul tema della vita quotidiana e a costruire la loro storia in armonia con i giorni che passano, sempre uguali e sempre diversi."
Pag. 68: "Non c'è mai stato nella sua famiglia il gusto di vedere luoghi lontani e conoscere ambienti nuovi: vivevano rinchioccioliti nel proprio guscio, al di fuori del quale c'erano solo seccature, fastidi e pericoli, 'Io sto bene a casa' diceva".
Pag. 69: "Erano abituati a fare sfuriate anche per futili motivi [...] scenate dovute alle intemperanze della zia che sfogava il suo carattere impetuoso in arrabbiature col genero, cognati, nipoti e nipotini [...] e venivano bollate con lo stigma dell'isteria"
I modi di dire rappresentano un modo d'intendere la vita, pag. 111: "il particolare più vivo di mia madre è rappresentato dalle parole che usava. Dalle sue parole vengono fuori i legami con l'ambiente agricolo e contadino, le credenze religiose, le predilezioni, i timori. M
i sembrano l'indicazione di un percorso che sfugge all'omologazione e tende a una specificità fuori dagli stereotipi".
La memoria storica del nostro passato passa anche attraverso il ricordo delle parole e dei modi di dire particolari, che sono sempre strettamente collegati ad una visione del mondo e ad una filosofia di vita. Rita ricorda le paroleinsieme alle persone che le dicevano e al loro contesto storico e tutto viene salvato e valorizzato.  


(Luciana Raggi)




E' una lettura molto piacevole. Le parole perdute sono solo un pretesto, solo un titolo, ma in realtà Rita Cavallari parla dei genitori tributando loro il dovuto debito di affetto rendendoli immortali. E' proprio quello che ognuno di noi dovrebbe fare, scrivere dei genitori o dei nonni, perché solo così chi verrà dopo di noi, i nostri figli e i nostri nipoti sapranno cosa hanno fatto, come sono vissute le persone dalle quali discendono.
Se non si fa questo, di chi ci ha preceduto, a distanza di sole tre generazioni resta solo una insignificante foto, se resta.
E' questo che ognuno di noi dovrebbe fare e l'ho pensato spesso: mio figlio sa poco di mio padre perché lo ha conosciuto ma non sa nulla di mio nonno: se io non scrivo nulla, i miei nipoti non sapranno nulla di mia madre e di mio padre. Non serve disegnare alberi genealogici, occorre buttare giù i ricordi. E Rita Cavallari lo ha fatto molto bene; al di là delle parole perdute, ogni pagina é ricca di affetto per il padre e la madre e questo commuove chi legge.
Il mio giudizio é molto positivo.



(Pietro Benigni)
 





Rita Cavallari, Alla ricerca di parole perdute, [
* ]

Sfoglia novembre        gennaio